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Pierosara
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mweaPierosara è una frazione di 140 abitanticite-ref-1[1] del comune di mwfqGenga, in mwfgprovincia di Ancona. Fu un importante castello medievale che ebbe vasta sovranità sul territorio circostante. Dell'antico mwfwCastrum Petrosum rimangono oggi le due cinte murarie con le relative porte e la torre di difesa.
Contents
• Storia
• Note
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Geografia fisica
Sorge su un colle a 394mwia m.mwiqs.l.m.,che domina a sud-ovest la Gola di Frasassi dove scorre il fiume Sentino e a nord-est la Gola della Rossa attraversata dal mwigfiume Esino. Il paese si trova nel cuore del mwiwParco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi.
Principali distanze:
• mwjwGenga: 6,7mwka km
• mwkgGrotte di Frasassi: 3mwkw km
• mwlqStazione di Genga-San Vittore Terme: 3,3mwlg km
• mwmaStrada statale 76 della Val d'Esino: 4,3mwmq km
• mwmwAeroporto di Ancona-Falconara: 45,5mwna km
• mwngAncona: 58mwnw km
• mwoqFabriano: 16mwog km
Storia
Le origini di mwqgCastrum Petrosum, questo l'antico nome volgarizzato con il passare dei secoli in mwqwPlarosara, mwraPlerosaria, mwrqPerosara e poi nell'attuale Pierosara, sono difficilmente ricostruibili. Vista la posizione strategica su di un colle a ridosso di due gole, quella di Frasassi e della Rossa, da cui era facile il controllo delle vallate del mwrgSentino e dell'mwrwEsino, non è da escludere che gli abitanti di mwsaTuficum, (una delle quattro città di epoca romana dell'alta valle dell'Esino, situata nei pressi della frazione Albacina di mwsqFabriano), cominciarono a costruirvi le prime strutture difensive e di avvistamento.
Dopo la colonizzazione romana e il periodo buio delle invasioni barbariche, i mwswLongobardi con la costituzione del mwtaDucato di Spoleto posero come punto nevralgico di confine il Castello di Pierosara. La prima memoria certa si ricava da un diploma imperiale di mwtqOttone II del 3 febbraio mwtg981, che concesse al castello sovranità feudale su un ampio territorio circostante comprendente anche il fabrianese. Nuova memoria ne fa il figlio mwtwOttone III con diploma del mwua996. I feudatari longobardi, convertiti al cristianesimo favoriscono, fin da prima dell'anno mwuq1000, l'insediamento dei mwugBenedettini e lo sviluppo delle abbazie. I feudatari del Castello di Pierosara, che sono chiamati "milites longobardi" e che si attengono alle leggi longobarde fino al XII secolo, si appoggiarono alla Chiesa nella persona degli abati di mwuwSan Vittore alle Chiuse, importante abbazia a 3mwva km dal castello. Grazie a questa politica, riuscirono a conservare autonomia e privilegi fino al periodo dell'età comunale. L'mwvqAbbazia di San Vittore, non riuscendo più ad opporsi all'ormai fiorente Comune di mwvgFabriano, per una pacifica convivenza, nel mwvw1212 assoggettò ad esso il castello. mwwaFabriano assunse così il diritto "di fare la pace e la guerra usando il castrum, le terre ed il borgo". Lo stesso Comune di mwwqFabriano, interessato evidentemente alla posizione strategica e con la volontà di creare confini più sicuri verso la Vallesina, acquistò definitivamente il castello nel mwwg1298 e nei secoli successivi conservò con cura le mura, il "palatium" del feudatario e la torre.
La successiva decadenza del potere comunale, nonché dell'mwxaAbbazia di San Vittore, provocò un forte indebolimento della struttura sociale ed economica. Nel XVII secolo era uno dei castelli più poveri di mwxqFabriano. Tuttavia Pierosara conservò una propria autonomia fino all'avvento del mwxgRegno d'Italia, ciò confermato anche dall'uso di un proprio sigillo: una croce latina che si eleva su una linea orizzontale con sotto scritto S.P.S. mwxw(Sebastianus Patronus Sanctus). Lo statuto del Castello doveva essere ratificato ogni tre anni dalla magistratura fabrianese e il governo era affidato ai “Capoquattro”, quattro uomini eletti ogni due mesi per estrazione dal bussolo.
Nel mwyq1860, con la costituzione del mwygRegno d'Italia, Pierosara venne accorpata al comune di mwywGenga perdendo ogni autonomia amministrativa.
Monumenti e luoghi d'interesse
Porta del Castello (ianua castri) secolo XI
È la porta della prima cinta muraria costruita ad arco a tutto sesto e volta interna a botte.
Porta Geronis secolo XI
È la porta della seconda cinta muraria e conduce attraverso una caratteristica scalinata in una piccola piazza dove si affacciano la Chiesa parrocchiale e l'antico palazzo del feudatario (ora abitazione privata).
Torre del castello secolo XI
Sorge nel punto più alto del paese e aveva la duplice funzione di difesa e avvistamento. Costruita su uno sperone di roccia calcarea ha un'unica apertura a 6 metri da terra. L'altezza attuale è di circa 15 metri. Come si può notare in una foto del mwcq1945, era originariamente dotata di merli.
Piazza Coriolano Bruffa
Piazza principale della frazione, dedicata il 6 ottobre mwda2006 a Coriolano Bruffa, nativo di Pierosara e primo presidente delle mwdqGrotte di Frasassi. Situata nei pressi della torre nel centro storico del paese, da questa piazza si può godere di una visuale che comprende buona parte dell'alta valle dell'Esino (da mwdgCerreto d'Esi alla Gola della Rossa).
Chiesa di San Sebastiano Martire secoli XV-XX
La Chiesa parrocchiale fu eretta nel mweq1430 dai monaci olivetani che possedevano a valle l'mwegAbbazia di San Vittore. Fino al mwew1657 era dedicata a mwfaSan Paolo Apostolo anche se la mwfqparrocchia aveva comunque il titolo di mwfgSan Sebastiano mwfwmartire, dizione usata nei registri parrocchiali esistenti sin dal mwga1571.Fu restaurata e ampliata nel mwgq1920 e nel mwgg1938 fu decorata dai pittori fabrianesi Alessandro Micheli e Otello Laurenzi. La decorazione deterioratasi con il tempo è stata completamente rifatta sul medesimo disegno e con gli stessi colori nel mwgw1992. La mwhaparrocchia di Pierosara appartiene alla mwhqDiocesi di Fabriano-Matelica.cite-ref-referencea-2-0[2]
Chiesa della B.V.M. delle Grazie
La chiesetta delle Grazie, situata fuori del castello, fino agli inizi dell'Ottocento fungeva da cimitero per gli abitanti del luogo. Era proprietà di una mwjaconfraternita del XVIII secolo.cite-ref-referencea-2-1[2]
La Leggenda di Piero e Sara
Si narra che il Conte di Rovellone, feudatario del Castello di mwkwRotorsciocite-ref-3[3], conobbe una fanciulla di nome mwmaSara abitante a Castel Petroso. Affascinato dalla bellezza della giovane, s'innamorò di lei, ma decise di rapirla poiché era promessa sposa ad un altro castellano di nome mwmqPiero. Una notte, il feudatario s'introdusse all'interno del castello e riuscì nel suo intento. Tuttavia gli abitanti del luogo si accorsero subito del misfatto e per evitare il peggio chiusero le porte di accesso, dando inizio a una violenta battaglia contro i cavalieri seguaci del conte di Rovellone. Durante la rissa, il conte, vistosi alla resa, uccise la bella mwmgSara che teneva fra le braccia. Sopraggiunto mwmwPiero questi piombò addosso all'uccisore, il quale, brandendo una scure, colpì anche lo sfortunato giovane, che cadde morente vicino alla sua giovane amata e con un ultimo abbraccio le spirò accanto. Per ricordare questo triste avvenimento, Castel Petroso, da quel giorno, assunse il nome di mwnaPierosara.
Appuntamenti annuali
• 20 gennaio: mwoaFesta di San Sebastiano: celebrazioni religiose il giorno 20 e la domenica successiva in onore del titolare della Parrocchia e patrono del paese.
• 1º giugno: mwogFesta della Madonna delle Grazie: fiaccolata con l'immagine della mwowMadonna venerata nella chiesetta delle Grazie.
• 16 agosto: mwpqFesta di San Rocco: celebrazioni religiose in mattinata in onore del Santo compatrono e nel pomeriggio processione con la statua e la reliquia per le vie del castello. Dal mwpg1989 gli abitanti del paese organizzano una sagra paesana che richiama moltissime persone da tutto il comprensorio.
Curiosità
• A nord-ovest del castello, a 200 metri, è situato un piccolo agglomerato di case chiamato "Collepeccio".
Galleria d'immagini
Note
cite-note-11. ↑ dati censimento istat 2001
cite-note-referencea-22. ↑ Archivio della Parrocchia di Pierosara
cite-note-33. ↑ Rotorscio fu un antico castello di origine longobarda, ora parte del borgo di Castellaro, nel comune di Serra San Quirico.
Bibliografia
• G.Castagnari, mw-aAbbazie e Castelli della Comunità Montana Alta Valle dell'Esino.
Voci correlate
Altri progetti
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